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	<title>RemTech Expo 2010</title>
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	<description>4° Salone sulle bonifiche dei siti contaminati e sulla riqualificazione del territorio</description>
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		<title>RemTech Expo 2010</title>
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		<title>di Gian Franco Saetti</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 13:01:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>remtechexpo2010</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la Regione Emilia-Romagna, in tema di bonifica di siti contaminati, le maggiori criticità riguardano l’accentramento di competenze a livello ministeriale, in particolare in tema del danno ambientale. Il d.lgs.152/2006, anche dopo le ultime modifiche, di fatto, taglia fuori le Regioni alle quali non compete alcun ruolo attivo e alcuna possibilità di azione diretta tanto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=remtechexpo2010.wordpress.com&amp;blog=11690107&amp;post=34&amp;subd=remtechexpo2010&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la Regione Emilia-Romagna, in tema di bonifica di siti contaminati, le maggiori criticità riguardano l’accentramento di competenze a livello ministeriale, in particolare in tema del danno ambientale.<br />
Il d.lgs.152/2006, anche dopo le ultime modifiche, di fatto, taglia fuori le Regioni alle quali non compete alcun ruolo attivo e alcuna possibilità di azione diretta tanto in senso preventivo quanto repressivo.<br />
Non sono ancora del tutto risolti i temi dei sedimenti contaminati e del loro potenziale riutilizzo, e occorrerebbe altresì una maggior possibilità di operare congiuntamente sulla bonifica di siti nazionali, e regionali, anche potenziando strumenti come quelli introdotti dall’art. 252 bis, che aveva visto peraltro una significativa espressione di collaborazione con la delibera Cipe del 2 aprile 2008, inopinatamente (ad oggi) rimasta senza applicazione.<br />
Occorre quindi agire sia sul piano nazionale, in occasione delle modifiche che il D.Lgs. 152/06 dovrà subire al fine di essere adeguato alla Direttiva 2008/98/CE, sia su quello locale, puntando a redigere il Censimento, l’Anagrafe dei siti da bonificare e un piano regionale di bonifica, che detti criteri e tempistiche, oltre che possibili finanziamenti, in connessione con la gravità delle diverse situazioni.<span id="more-34"></span><br />
In tal senso, uno degli obiettivi da porsi è quello di recuperare le aree degradate e inquinate da precedenti attività industriali, artigianali o di smaltimento dei rifiuti, trattandosi di aspetti assolutamente trasversali con la riqualificazione del territorio urbano. Il recupero deve avvenire prioritariamente attraverso la bonifica dall’inquinamento del sito e successivamente tramite opportuni interventi di riqualificazione urbanistica ed edilizia che permettano di reinserirlo, in modo ambientalmente corretto, nel contesto urbano o extraurbano secondo quanto previsto dagli strumenti urbanistici. Sono state affrontate in Regione moltissime situazioni relative ad aree contaminate, premesso che la situazione risulta essere in costante evoluzione. Uno dei casi più significativi è quello della bonifica dei siti dell’area di Fidenza, ormai avviata a positiva conclusione, che ha visto la sottoscrizione di un Accordo di programma quadro con i Ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico, oltre a Regione, Provincia e Comune.<br />
Occorre far sì che le aree industriali/artigianali dismesse, dopo essere state bonificate vengano riutilizzate con la destinazione d’uso originaria o, qualora indicato dagli strumenti urbanistici, con destinazione residenziale o per pubblici servizi, come sancito anche dal testo dell’art.252 bis del D.Lgs. 152/06. Va programmato un livello di presenza della RER, delle Province e dei Comuni che consenta di agire con tempistiche opportune anche laddove gli interventi sono realizzati da privati, anche nel caso si assista a un riutilizzo dell’area a fini residenziali o commerciali per mutate esigenze o conformazione urbanistica dell’area.</p>
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		<title>Conclusione e Certificazione del procedimento di bonifica da parte della Provincia di Ferrara</title>
		<link>http://remtechexpo2010.wordpress.com/2010/06/07/conclusione-e-certificazione-del-procedimento-di-bonifica-da-parte-della-provincia-di-ferrara/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 14:42:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>remtechexpo2010</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[di Igor Villani &#8211; Provincia di Ferrara &#8211; Settore Risorse Idriche e Tutela Ambientale &#8211; UOPC Sostenibilità Ambientale &#8211; Ufficio Valutazioni Complesse e Bonifica Siti Contaminati La certificazione di un’area sottoposta a procedura di bonifica, o meglio, la restituzione ai legittimi utilizzi di un sito in bonifica può avvenire con diverse modalità amministrative, le quali [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=remtechexpo2010.wordpress.com&amp;blog=11690107&amp;post=27&amp;subd=remtechexpo2010&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><strong><em>di Igor Villani &#8211; Provincia di Ferrara &#8211; Settore Risorse Idriche e Tutela Ambientale &#8211; UOPC Sostenibilità Ambientale &#8211; Ufficio Valutazioni Complesse e Bonifica Siti Contaminati</em></strong></p>
<p>La certificazione di un’area sottoposta a procedura di bonifica, o meglio, la restituzione ai legittimi utilizzi di un sito in bonifica può avvenire con diverse modalità amministrative, le quali possono comportare diverse “sfumature” nell’identificazione del suddetto legittimo utilizzo.</p>
<p>In <strong>procedura ordinaria</strong> (art.242), oltre alla certificazione “classica” ex. art. 248, può essere prodotta un’autocertificazione ex. art 242 c.2. Bisogna tenere ben presente che, in procedura ordinaria, l’autocertificazione si può effettuare esclusivamente se dall’indagine preliminare non viene mai rilevato alcun superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (in seguito CSC), contrariamente, al verificarsi del superamento, non è più possibile autocertificare neanche se, dopo le operazioni di messa in sicurezza di emergenza, si rientra entro i limiti di legge.<span id="more-27"></span></p>
<p>In quest’ultimo caso è necessaria una chiusura formale da parte dell’Ente preposto, quindi qualsiasi documento presentato che, nelle intenzioni del proponente, rappresenti una qualche forma di autocertificazione non risulta comunque valido neanche al trascorrere dei quindici giorni di silenzio da parte dell’Amministrazione. Altra modalità è prevista dall’art. 242 c. 5, secondo il quale può esserci chiusura del procedimento a seguito dell’Analisi di Rischio. In questo caso non è contemplata una certificazione in quanto la conclusione della procedura è inclusa nello stesso atto di approvazione dell’analisi di rischio. Le risultanze e le indicazioni dell’analisi di rischio dovranno poi essere riportate sul CDU (Certificato di Destinazione Urbanisica).</p>
<p>In <strong>procedura semplificata</strong> (art. 249) può esserci la certificazione di avvenuta bonifica a seguito delle operazioni di collaudo come per la procedura ordinaria, oppure, può essere prodotta un’autocertificazione nel caso in cui, a seguito degli interventi preliminari, vengano “risolti” i superamenti di CSC precedentemente rilevati. Quest’ultima rappresenta una differenza sostanziale rispetto all’art.242 che, superate le CSC, non consente più di concludere il procedimento senza un atto formale, qualsiasi esso sia, dell’Ente preposto. Non viene contemplata nella norma la modalità di chiusura in fase di analisi di rischio. In questo caso l’Amministrazione deve prodursi in uno “sforzo” di interpretazione traslando le modalità operative dall’art. 242.</p>
<p>Si tenga presente che, nei casi di <strong>messa in sicurezza permanente od operativa</strong>, non è prevista una forma di conclusione del procedimento amministrativo, lasciando sostanzialmente la procedura in uno stato di apertura permanente, salvo modifiche dello stato di fatto.</p>
<p>Esiste una <strong>condizione particolare</strong> di interruzione del procedimento nel caso in cui vengano rilevati dei superamenti delle CSC riconosciuti successivamente come fondo naturale o naturale antropico. Si tenga presente che questa condizione deve essere formalmente ufficializzata dall’Autorità competente e non è passibile di autocertificazione.</p>
<p>Nel caso in cui una procedura si concluda con l’<strong>Analisi di Rischio</strong>, si determina per il sito uno stato ambientale di base, diverso da quello naturale, rappresentato dal modello concettuale. Qualsiasi valutazione conclusiva è quindi strettamente vincolata alle caratteristiche del modello concettuale, il quale, se dovesse cambiare, comporterebbe l’invalidazione delle conclusioni ad esso legate. La norma non entra nel merito riguardo alle modalità operative da seguire per la verifica della sussistenza nel tempo del modello concettuale e, nel caso in cui quest’ultimo si modifichi, sulle modalità di riapertura del procedimento. La gestione dell’istruttoria è quindi in mano all’Amministrazione stessa.</p>
<p>I <strong>piani di monitoraggio</strong> rappresentano uno degli aspetti principali del destino di un’area a seguito delle operazioni di bonifica. Bisogna tenere ben presente che il monitoraggio può soggiacere a diverse modalità amministrative. Nelle condizioni “post operam”, cioè a seguito della conclusione del procedimento, il sito deve giovare di tutte le condizioni corrispondenti alla restituzione dell’area. Diversamente, le situazioni “in opera”, quali, ad esempio, messa in sicurezza operativa, messa in sicurezza permanente e collaudo della bonifica, sono da considerarsi parte effettiva della procedura, con il permanere, quindi, di tutti i relativi vincoli.</p>
<p><strong>Riferimenti normativi relativi alla conclusione del procedimento</strong>:</p>
<p>Art.242</p>
<p>13. …. Compete alla provincia rilasciare la certificazione di avvenuta bonifica. Qualora la provincia non provveda a rilasciare tale certificazione entro trenta giorni dal ricevimento della delibera di adozione, al rilascio provvede la regione.</p>
<p>ART. 248 (controlli)</p>
<p>1. La documentazione relativa al piano della caratterizzazione del sito e al progetto operativo, comprensiva delle misure di riparazione, dei monitoraggi da effettuare, delle limitazioni d&#8217;uso e delle prescrizioni eventualmente dettate ai sensi dell&#8217;articolo 242, comma 4, e&#8217; trasmessa alla provincia e all&#8217;Agenzia regionale per la protezione dell&#8217;ambiente competenti ai fini dell&#8217;effettuazione dei controlli sulla conformità degli interventi ai progetti approvati.</p>
<p>2. Il completamento degli interventi di bonifica, di messa in sicurezza permanente e di messa in sicurezza operativa, nonche&#8217; la conformità degli stessi al progetto approvato sono accertati dalla provincia mediante apposita certificazione sulla base di una relazione tecnica predisposta dall&#8217;Agenzia regionale per la protezione dell&#8217;ambiente territorialmente competente. 3. La certificazione di cui al comma 2 costituisce titolo per lo svincolo delle garanzie finanziarie di cui all&#8217;articolo 242, comma 7.</p>
<p>Allegato 4 (art.249) c. 4 (il 3 non esiste)</p>
<p>Notifica di ultimazione interventi per richiesta di certificazione da parte dell’Autorità competente</p>
<p><strong>Riferimenti normativi relativi alle competenze</strong>:</p>
<p>Art. 242</p>
<p>12. Le indagini ed attività istruttorie sono svolte dalla Provincia, che si avvale della competenza tecnica dell&#8217;Agenzia regionale per la protezione dell&#8217;ambientee si coordina con le altre amministrazioni.</p>
<p>13. …. Compete alla provincia rilasciare la certificazione di avvenuta bonifica. Qualora la Provincia non provveda a rilasciare tale certificazione entro trenta giorni dal ricevimento della delibera di adozione, al rilascio provvede la Regione.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/remtechexpo2010.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/remtechexpo2010.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/remtechexpo2010.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/remtechexpo2010.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/remtechexpo2010.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/remtechexpo2010.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/remtechexpo2010.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/remtechexpo2010.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/remtechexpo2010.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/remtechexpo2010.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/remtechexpo2010.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/remtechexpo2010.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/remtechexpo2010.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/remtechexpo2010.wordpress.com/27/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=remtechexpo2010.wordpress.com&amp;blog=11690107&amp;post=27&amp;subd=remtechexpo2010&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Bonifica e sostenibilità</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 09:40:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>remtechexpo2010</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[In Europa (UE, 2006) i siti potenzialmente contaminati sono al incirca 3 milioni e mezzo mentre i siti effettivamente inquinati da bonificare sono circa 500.000 con un costo derivante dalla decontaminazione compreso tra i 2,4 ed i 17,5 miliardi di euro all’anno. I siti contaminati di interesse nazionale sono 56 (rif. anno 2008), con un’estensione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=remtechexpo2010.wordpress.com&amp;blog=11690107&amp;post=22&amp;subd=remtechexpo2010&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">In Europa (UE, 2006) i siti potenzialmente contaminati sono al incirca 3 milioni e mezzo mentre i siti effettivamente inquinati da bonificare sono circa 500.000 con un costo derivante dalla decontaminazione compreso tra i 2,4 ed i 17,5 miliardi di euro all’anno.</p>
<p style="text-align:left;">I siti contaminati di interesse nazionale sono 56 (rif. anno 2008), con un’estensione pari a circa 950.000 ha ma se si considerano i siti inquinati di competenza regionale il numero aumenta fino a 15.000 per una copertura del territorio di circa il 3%, di cui 5.000 siti sottoposti a bonifica ed inseriti nei registri regionali. 3.153 sono invece gli ettari di suolo bonificato o svincolato, pari allo 0,3% dell’estensione totale</p>
<p style="text-align:left;">I costi della bonifica sono mediamente di 3 miliardi di euro (0,2 PIL nazionale) mentre 750 milioni di euro sono stati i finanziamenti pubblici stanziati per attività legate, in modo particolare, alla caratterizzazione ed alla messa in sicurezza di emergenza.</p>
<p style="text-align:left;"><strong>Sostenibilità della bonifica<span id="more-22"></span></strong></p>
<p style="text-align:left;">Quando si parla di sostenibilità sono da tenere in considerazione quattro aspetti egualmente importanti:</p>
<ul style="text-align:left;">
<li><em>sostenibilità ambientale </em>per la popolazione (riduzione del rischio) e per l’ambiente circostante (riduzione del carico inquinante e della quantità di rifiuti prodotti);</li>
<li><em>sostenibilità economica </em>del progetto con le attività produttive in essere e con i piani di recupero e di riqualificazione, anche attraverso lo sviluppo di specifici accordi di programma;</li>
<li><em>sostenibilità territoriale </em>attraverso lo sviluppo di mirati piani urbanistici;</li>
<li><em>sostenibilità progettuale </em>volta a migliorare le tecniche di caratterizzazione, ridurre i quantitativi di materiale trasportati in discarica ed utilizzare tecniche in-situ anche innovative.</li>
</ul>
<p style="text-align:left;"><strong>Le attività di bonifica</strong></p>
<p style="text-align:left;">Le attività di bonifica riguardano tre settori in particolare:</p>
<ul style="text-align:left;">
<li> i siti di interesse nazionale di competenza del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare;</li>
<li> le aree pubbliche e private che i proprietari sono tenuti a bonificare;</li>
<li>ed i siti industriali dismessi destinati alla riconversione e riqualificazione ed alla vendita.</li>
</ul>
<p style="text-align:left;">A livello internazionale i brownfiels (area industriale o commerciale abbandonata, inutilizzata o sottoutilizzata in cui espansione e recupero sono ostacolati da inquinamento ambientale – US EPA) hanno seguito una politica di recupero fortemente incentivata e supportata dai governi quali ad esempio quello francese (120 milioni di euro mobilitati per 3.350 ettari), quello spagnolo (800 milioni di euro per 30 siti) e quello norvegese. In ambiente nazionale le attività connesse al recupero dei brownfiels sono previste nell’ambito della riconversione industriale di siti di preminente interesse pubblico, prevista dall’art 252/bis del D.Lgs 152/2006 per lo sviluppo economico produttivo.</p>
<p style="text-align:left;">Cita testualmente la Commissione Ambientale della Camera del 1 Luglio 2008:</p>
<p style="text-align:left;">“&#8230;Piano Nazionale di Bonifiche, per procedere al risanamento dei siti inquinati ed alla valorizzazione e riqualificazione delle aree produttive industriali dismesse, con particolare riferimento ai Siti di Interesse Nazionale, e garantire il completamento degli interventi di messa in sicurezza e bonifica delle aree produttive. Ciò anche attraverso la sperimentazione di nuove tecniche di bonifica da verificare in collaborazione con centri universitari e scientifici, specializzati sia a livello nazionale che internazionale.”</p>
<p style="text-align:left;">Attualmente in Italia le attività legate alle bonifiche ambientali sono così ripartite:</p>
<ul style="text-align:left;">
<li>50-60% per movimenti terre e lavori civili speciali (diaframmi, impermeabilizzazione, palificazione, capping, etc);</li>
<li>30-35% per trasposti off-site a discariche o impianti di trattamento;</li>
<li>10-15% per trattamenti chimici o biologici on-site ed in-situ.</li>
</ul>
<p style="text-align:left;"><strong>Recupero e riqualificazione</strong></p>
<p style="text-align:left;">I cambiamenti del tessuto produttivo nazionale, che spesso seguono i processi di trasformazione dell’economia mondiale, hanno determinato ed apporteranno profonde modifiche nell’assetto paesaggistico ed urbano del territorio, dovute alla ridefinizione degli insediamenti produttivi, i brownfields, da una parte ed all’utilizzo o alle richieste di utilizzo di nuove aree, greenfiels, dall’altra.</p>
<p style="text-align:left;">I brownfield, nell’ottica di una politica di sviluppo e sostenibililà, sono, oltre alla traccia tangibile dell’impegno e l’impiego di risorse, una vera e propria nuova opportunità economica. Risulta infatti spesso più vantaggioso antropizzare aree già predisposte a determinate attività di produzione piuttosto che occupare aree incontaminate e di valore ambientale decisamente più elevato.</p>
<p style="text-align:left;">Le aree industriali rappresentano cioè un patrimonio straordinariamente grande di infrastrutture e competenze e sono da considerarsi una vera e propria “attrazione” di capitali e risorse, spesso sottovalutate o sottoutilizzate.</p>
<p style="text-align:left;">Il programma comunitario punta ad azioni di recupero attraverso la definizione di attività previste per il periodo 2007-2013 e contenute all’interno del documento ‘European Community Strategic Guidelines for cohesion, growth and jobs (2005)’ da cui emerge che:</p>
<p style="text-align:left;">“..il recupero dei siti contaminati e delle aree industriali dismesse per il successivo riutilizzo a fini economici è una priorità dei Fondi Strutturali, al fine di creare le condizioni per attrarre nuovi investimenti, accrescere il contributo delle aree urbanizzate allo sviluppo ed alla creazione di nuovi posti di lavoro attraverso il risanamento dell’ambiente fisico.”</p>
<p style="text-align:left;">Con la Delibera CIPE del 21 Dicembre 2007, relativa all’attuazione della politica regionale unitaria, comunitaria e nazionale, definita nel Quadro Strategico Nazionale (QSN) 2007- 2013, si stabilisce il programma straordinario nazionale per i recupero economico e produttivo dei siti industriali inquinati, definito dal Progetto Strategico speciale (PSS). Le linee di intervento prevedono in sintesi:</p>
<ul style="text-align:left;">
<li>recupero ambientale dei siti industriali con la partecipazione di fondi pubblici e privati;</li>
<li>interventi di infrastrutturazione per aumentare le potenzialità del sito;</li>
<li>azioni di supporto alle Amministrazioni.</li>
</ul>
<p style="text-align:left;">Il programma straordinario nazionale per i recupero dei siti industriali inquinati prevede, oltre ad una serie di attività preventive, anche l’allocazione di 3.009 milioni di euro per sostenere il ripristino ambientale e la rivitalizzazione dei siti industriali inquinati che si trovano in aree caratterizzate da crisi occupazionale.</p>
<p style="text-align:left;">Lo sviluppo di azioni di bonifica, in sintesi, deve poter garantire, da un lato, la salvaguardia dell’ambiente e della salute e, dall’altro, la produttività locale attraverso la continuità, la contemporaneità o l’insediamento di realtà produttive che favoriscano l’ingresso di individui finanziatori e nuovi investimenti al fine di valorizzare le competenze locali ed una politica economica territoriale competitiva.</p>
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		<title>Le novità sulla bonifica dei siti contaminati</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 09:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>remtechexpo2010</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia, la maggior parte dei siti contaminati di interesse nazionale, è rappresentato dai siti industriali presenti in prossimità dei poli petrolchimici. Si tratta spesso di siti ubicati in ambito portuale o costiero. Le contaminazioni più diffuse, prodotte dai composti organici, metalli pesanti e amianto, riguardano sia le matrici suolo e sottosuolo sia le acque [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=remtechexpo2010.wordpress.com&amp;blog=11690107&amp;post=20&amp;subd=remtechexpo2010&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">In Italia, la maggior parte dei siti contaminati di interesse nazionale, è rappresentato dai siti industriali presenti in prossimità dei poli petrolchimici.</p>
<p style="text-align:left;">Si tratta spesso di siti ubicati in ambito portuale o costiero. Le contaminazioni più diffuse, prodotte dai composti organici, metalli pesanti e amianto, riguardano sia le matrici suolo e sottosuolo sia le acque sotterranee. Alla base delle principali situazioni di contaminazione troviamo fenomeni riconducibili ad abbandono o smaltimento improprio di rifiuti, derivanti da processi industriali, attuali e pregressi, e al rilascio accidentale o perdite di sostanze inquinanti.</p>
<p style="text-align:left;"><strong>Bonifica e tendenze</strong></p>
<p style="text-align:left;">I recenti sviluppi tecnologici evidenziano la chiara volontà ad ottimizzare i processi e le tecnologie che riducono notevolmente i costi e soprattutto l’impatto sull’ambiente.<span id="more-20"></span></p>
<p style="text-align:left;">La tendenza è cioè quella di privilegiare l’applicazione di interventi in-situ basati su trattamenti biologici già consolidati, come bioventing, soil vapor extraction, o di utilizzare tecniche emergenti, come la phytoextraction, o ancora di individuare un sistema di utilizzo “combinato”. Ciò ha portato ad una applicazione sempre maggiore di tecniche quali SVE, bio-sparging e air-sparging, BRP e attenuazione naturale monitorata. La scelta della tecnologia da adottare deve essere in sintesi guidata da alcuni criteri generali che tendono a:</p>
<p style="text-align:left;">- privilegiare le tecniche di bonifica che riducono a livelli accettabili per l’uomo e l’ambiente le concentrazioni dei contaminanti nelle matrici ambientali;</p>
<p style="text-align:left;">- privilegiare gli interventi che permettono di trattare e riutilizzare il suolo in loco (trattamenti in-situ e on-site);</p>
<p style="text-align:left;">- evitare ogni rischio aggiuntivo di inquinamento dell’ aria, delle acque e del suolo.</p>
<p style="text-align:left;">Se si parla in termini di sostenibilità della bonifica sono da tenere in considerazione almeno tre aspetti: la sostenibilità ambientale per la popolazione (riduzione del rischio) e per l’ambiente; la sostenibilità economica con le attività produttive o con i piani di recupero/ riqualificazione; la sostenibilità; la sostenibilità progettuale.</p>
<p style="text-align:left;"><strong>Riqualificazione, </strong><strong>un’opportunità</strong></p>
<p style="text-align:left;">I brownfield sono da considerarsi una vera e propria nuova risorsa economica. Risulta infatti spesso più vantaggioso utilizzare aree già predisposte ad attività produttive anziché insediare aree vergini ed incontaminate. A livello internazionale il recupero dei brownfiels ha seguito una politica di grande incentivo. In Francia ad esempio sono stati mobilitati 120 milioni di euro per più di 3.000 ettari ed in Spagna 800 milioni di euro per 30 siti, anche la Norvegia ha dato esempio di forte sensibilità.</p>
<p style="text-align:left;">Le linee di intervento definite nel Quadro Strategico Nazionale (QSN) 2007- 2013, prevedono, in sintesi, il recupero dei siti industriali con la partecipazione di fondi pubblici e privati, interventi di ripristino delle infrastrutture ed azioni di supporto per le amministrazioni. In ambiente nazionale le attività di recupero dei brownfiels sono previste nell’ambito della riconversione industriale dei siti di preminente interesse pubblico, prevista dall’art 252/bis del D.Lgs 152/2006 per lo sviluppo economico produttivo. Il programma straordinario nazionale per i recupero dei siti industriali inquinati prevede l’allocazione di circa 3.000 milioni di euro per il ripristino ambientale dei siti industriali inquinati situati in aree di crisi occupazionale.</p>
<p style="text-align:left;"><strong>Conclusioni</strong></p>
<p style="text-align:left;">Con l’emanazione della Legge dello Stato n. 69 del 18 giugno 2009, si è finalmente aperta una ‘finestra’ di dialogo, confronto e prospettive in ambito delle bonifiche dei siti contaminati e della riqualificazione del territorio. Indispensabile, per la massima ottimizzazione dei risultati è l’istituzione di un tavolo operativo di dialogo, legislativo, territoriale, tecnico ed economico che veda riuniti rappresentanti dei Ministeri, dell’Università/Ricerca, dell’Industria, operatori che quotidianamente intervengono sul campo ed ambientalisti. Si dia il via ai lavori.</p>
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		<title>Benvenuto</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 15:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>remtechexpo2010</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo blog è dedicato a raccogliere commenti, indicazioni, suggerimenti relativamente al tema delle bonifiche dei siti contaminati. Si rivolge in particolar modo a tutti gli operatori pubblici e privati del settore.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=remtechexpo2010.wordpress.com&amp;blog=11690107&amp;post=1&amp;subd=remtechexpo2010&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo blog è dedicato a raccogliere commenti, indicazioni, suggerimenti relativamente al tema delle <strong>bonifiche dei siti contaminati</strong>.</p>
<p>Si rivolge in particolar modo a tutti gli operatori pubblici e privati del settore.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/remtechexpo2010.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/remtechexpo2010.wordpress.com/1/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/remtechexpo2010.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/remtechexpo2010.wordpress.com/1/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/remtechexpo2010.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/remtechexpo2010.wordpress.com/1/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/remtechexpo2010.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/remtechexpo2010.wordpress.com/1/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/remtechexpo2010.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/remtechexpo2010.wordpress.com/1/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/remtechexpo2010.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/remtechexpo2010.wordpress.com/1/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/remtechexpo2010.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/remtechexpo2010.wordpress.com/1/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=remtechexpo2010.wordpress.com&amp;blog=11690107&amp;post=1&amp;subd=remtechexpo2010&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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