Questo blog è dedicato a raccogliere commenti, indicazioni, suggerimenti relativamente al tema delle bonifiche dei siti contaminati.
Si rivolge in particolar modo a tutti gli operatori pubblici e privati del settore.
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Per la Regione Emilia-Romagna, in tema di bonifica di siti contaminati, le maggiori criticità riguardano l’accentramento di competenze a livello ministeriale, in particolare in tema del danno ambientale.
Il d.lgs.152/2006, anche dopo le ultime modifiche, di fatto, taglia fuori le Regioni alle quali non compete alcun ruolo attivo e alcuna possibilità di azione diretta tanto in senso preventivo quanto repressivo.
Non sono ancora del tutto risolti i temi dei sedimenti contaminati e del loro potenziale riutilizzo, e occorrerebbe altresì una maggior possibilità di operare congiuntamente sulla bonifica di siti nazionali, e regionali, anche potenziando strumenti come quelli introdotti dall’art. 252 bis, che aveva visto peraltro una significativa espressione di collaborazione con la delibera Cipe del 2 aprile 2008, inopinatamente (ad oggi) rimasta senza applicazione.
Occorre quindi agire sia sul piano nazionale, in occasione delle modifiche che il D.Lgs. 152/06 dovrà subire al fine di essere adeguato alla Direttiva 2008/98/CE, sia su quello locale, puntando a redigere il Censimento, l’Anagrafe dei siti da bonificare e un piano regionale di bonifica, che detti criteri e tempistiche, oltre che possibili finanziamenti, in connessione con la gravità delle diverse situazioni .
In tal senso, uno degli obiettivi da porsi è quello di recuperare le aree degradate e inquinate da precedenti attività industriali, artigianali o di smaltimento dei rifiuti, trattandosi di aspetti assolutamente trasversali con la riqualificazione del territorio urbano. Il recupero deve avvenire prioritariamente attraverso la bonifica dall’inquinamento del sito e successivamente tramite opportuni interventi di riqualificazione urbanistica ed edilizia che permettano di reinserirlo, in modo ambientalmente corretto, nel contesto urbano o extraurbano secondo quanto previsto dagli strumenti urbanistici. Sono state affrontate in Regione moltissime situazioni relative ad aree contaminate, premesso che la situazione risulta essere in costante evoluzione. Uno dei casi più significativi è quello della bonifica dei siti dell’area di Fidenza, ormai avviata a positiva conclusione, che ha visto la sottoscrizione di un Accordo di programma quadro con i Ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico, oltre a Regione, Provincia e Comune.
Occorre far sì che le aree industriali/artigianali dismesse, dopo essere state bonificate vengano riutilizzate con la destinazione d’uso originaria o, qualora indicato dagli strumenti urbanistici, con destinazione residenziale o per pubblici servizi, come sancito anche dal testo dell’art.252 bis del D.Lgs. 152/06. Va programmato un livello di presenza della RER, delle Province e dei Comuni che consenta di agire con tempistiche opportune anche laddove gli interventi sono realizzati da privati, anche nel caso si assista a un riutilizzo dell’area a fini residenziali o commerciali per mutate esigenze o conformazione urbanistica dell’area.